
Amy Winehouse io l’ho scoperta qui, tre anni fa, quando ho iniziato a scrivere su Gossipblog. Apparteneva a un tipo di musica - banalmente: quella moderna - che ascolto poco, ed era protagonista di un’idea di gossip diversa da quella che avevo - e ho - io. Ma era protagonista, senz’ombra di dubbio. Non ho mai scritto di lei, se non superficialmente. Ma sapevo chi era, come tutta la mia generazione.
Per questo quando nei commenti a un post su Brad Pitt pargolo Rwndor ha scritto “E’ morta Amy Winehouse” mi s’è fermato qualcosa dentro. Ho pensato a uno scherzo, al solito commento del solito pirla su cui avremmo fatto un post di smentita delle voci che giravano online. E invece no. Su Google News il Daily Mail spiccava da 5 minuti: “Amy Winehouse found dead in her apartment. Confirmed.”
Mentre scrivevo il post - scoprendo che Amy aveva solo 27 anni, e non lo sapevo - ho pensato che inevitabilmente sarebbe diventata un’icona per le generazioni che non l’hanno conosciuta, e altrettanto inevitabilmente a noi che la ricorderemo da casinista, prima ancora che da cantante, tutto ciò farà uno strano effetto. Voglio chiarire immediatamente una cosa, a proposito di “icona”: non sarà mai un’icona positiva. Troppe ne ha fatte, soprattutto a se stessa, troppe ne ha dette, troppe ne ha rifatte. Ma icona non è un sostantivo dall’accezione positiva. In greco eikonos significa immagine, ed è buffo, in un certo senso tragico, pensare che una cantante passi alla storia per la sua immagine. Ma lei non ha fatto niente secondo le regole.
A 19 anni era “segreto industriale” di una delle più grosse etichette discografiche, a 20 l’esordiente più di successo dalla notte dei tempi in Inghilterra, a 25 vincitrice di 5 Grammy in un anno, a 24 moglie, a 27 ex moglie. Mentre scrivevo il post sulla sua morte pensavo a cosa sarebbe stata la mia vita se un successo - e un casino - del genere fossero arrivati addosso a me a vent’anni. Li avrei saputi gestire? Avrei saputo trasformarli in felicità? Avrei saputo trovare la persona giusta con cui dividerli? Amy non ce l’ha fatta, ed è un dato di fatto, come è un dato di fatto che NON è necessario essere maledetti da una continua ricerca dell’autodistruzione per essere artisti geniali. Non è una scusa, sia chiaro.
E’ che mentre scrivevo quel post ho pensato a cosa può essere stata la sua vita negli ultimi 8 anni. E mi sono volontariamente impedita di pensare a cosa può essere stata la vita di chi le è stato accanto, in questi 8 anni. Chi è destinato, fortissimamente determinato ad autodistruggersi, non può essere salvato. Ma questo, purtroppo, non impedisce a queste persone di amare, di essere amate, di emozionare… a volte, per casi fortuiti della vita, milioni di persone.
E’ per questo, e non perché non è stata abbastanza forte da non finire i suoi giorni da sola in un letto con l’ennesima bottiglia che rotola senza vita come lei - ed è un’immagine che mi fa impressione perché NESSUNO dovrebbe morire così - che resterà nei cuori di chi l’ha amata, pur sapendo che questo momento sarebbe arrivato. Non sarà mai un esempio di come vivere la vita: un memo eterno sul fatto che oltre un certo limite c’è solo il nero, anzi il Black, se mai. Ma nel corso degli ultimi 8 anni la sua voce è arrivata in risuonata di case, muovendo milioni di euro/sterline/dollari, smuovendo ormoni/neuroni/emozioni, arrivando… alle persone. E lo dice una che non ha mai sentito una sua canzone per intero, ma non ha mai trovato un sito che sostenesse che la sua voce non valeva la pena di attenderla.
Mentre scrivevo il post sulla sua morte pensavo anche a Blake Fielder-Civil, l’amore nero della sua vita. Mi chiedevo cosa sarà di lui, sopravvissuto al loro amore, e a lei. Mi chiedevo cosa sia stato per loro due amarsi: entrambi hanno riconosciuto che il vero legame era la droga, e che separarsi era l’unico modo per uscirne. A un certo punto però Amy ha cercato di ritrovarlo… è il momento in cui si è arresa e ha smesso di lottare? E lui con tutti questi ricordi nella mente e nel cuore riuscirà a dare un senso alla montagna di cazzate, crimini, casini, bestialità, momenti assurdi e tutto il resto che hanno vissuto… trovando una vita che valga la pena di essere vissuta da sobri, da puliti, da vivi?
Non lo so se Amy sia in pace, in questo momento. So che il rispetto per i morti è sacro, che la pietas per chi non ce l’ha fatta lo è altrettanto - chi ne esce ha ben altri privilegi, come una vita da vivere - e che io in questo momento me la voglio immaginare così: da qualche parte su una nuvola con la tunica di traverso e la cofana dei tempi d’oro orgogliosamente svettante, senza più ombre negli occhi e determinatissima a portare un po’ di rock nelle sere di quei paciocconi rompiballe degli angioletti.
Lauryn77
26 lug 2011 - 08:59 - #1bellissima commemorazione, hai espresso quanto avevo dentro in ogni parola. grazie.
bananina
26 lug 2011 - 09:06 - #2bel post.
fingam
26 lug 2011 - 09:44 - #3Applausi a scena aperta. Bellissimo articolo, toccante senza cadere nello zuccheroso.
Vogue91
26 lug 2011 - 10:09 - #4Pienamente d’accordo con i commenti sopra…
stallone
26 lug 2011 - 11:06 - #5Evvai è morta. Una tossica di meno
britishgirl
26 lug 2011 - 11:08 - #6bellissimo articolo
distrettina
26 lug 2011 - 11:11 - #7Complimenti per l’articolo,davvero.
sbairdss
26 lug 2011 - 11:54 - #8vedi il superficiale? era questo che dovevi scrivere, mica quella schifezza di post che è uscito dalla tua tastiera…
gran bell’articolo.
palazzzzz
26 lug 2011 - 12:47 - #9Poteva anche essere una bravissima cantante ma se deve diventare un’icona lei i tossici che vedo tutti i giorni a Rimini dovrebbero essere santi
sbairdss
26 lug 2011 - 13:22 - #10palazzz i tossici di rimini sono tossici e basta, lei aveva una voce eccezionale, che poi fosse tossica e si sia rovinata la vita con la droga, è un altro discorso, ma non puoi paragonarli…
palazzzzz
26 lug 2011 - 13:40 - #11@sbairdss a mio parere le icone sono coloro che fanno qualcosa di buono per questo mondo, di certo non ritengo un’icona amy prk aveva la fortuna di esser nata con una bella voce. Le icone “tradotto vuol dire immagini” sono quelle che muoiono combattendo la mafia, le icone sono quelle che rischiano la vita per portare cibo e medicine nel terzo mondo. Non reputo assolutamente icone persone che ha la fortuna di aver una bella voce o persone che diventano attori ecc perche’ belli..Io la vedo così
tony v.
26 lug 2011 - 13:48 - #12Il mondo ci sta abituando all’idea che le star debbano essere macchine da guerra, sempre piene di idee nuove, di forza e di talento in abbondanza per realizzarle, sempre perfette e sempre pronte allo show. Invece sappiamo dalla storia che gli artisti sono spesso persone fragili, persone che non si amano e non riescono a dare un senso a se stesse se non con l’arte, e che nella maggior parte dei casi vengono comprese solamente da un piccolo pubblico dotato di sensibilità superiore. Amy, che era giovane, piccolina, non bellissima e non perfetta, si è trovata in una situazione più grande di lei, doveva soddisfare aspettative enormi da parte del pubblico ma soprattutto dei discografici, da anni preparava un nuovo album che sarebbe stata la sua prova del 9, chissà che tormento è stato per lei cercare l’ispirazione nei modi più sbagliati, nell’ansia di non deludere il mondo e se stessa. Posso dire che mi mancherà l’attesa del suo capolavoro, io che avevo amato il suo stile al primo ascolto, e che speravo in altre emozioni dalla sua voce già compromessa da una vita al limite. Di Billie Holiday ce n’è stata una sola, di Dinah Washington pure, ma questa ragazza è riuscita in pochi anni a farsi spazio tra loro come autrice, come interprete e come personaggio di fama planetaria. Io non riesco ad accontentarmi delle varie cantanti-showgirls che infestano il panorama pop, perciò il fatto che Amy non ci sarà più a fare da controcanto alla volgarità musicale di oggi mi fa soffrire tantissimo.
*Cla*
26 lug 2011 - 14:18 - #13bellissimo, complimenti davvero.
@ Palazzzzz, guarda che le icone possono essere positive, negative o altro, non sono solo positve. Forse ti confondi con gli eroi
palazzzzz
26 lug 2011 - 14:32 - #14@*cla* Nel mio piccolo io interpreto una icona come una persona a cui cercare di somigliare nel caso di amy non vedo nulla in cui vorrei somigliarle. Come ho già detto prima ha una bellissima voce e’ vero ma quello e’ un dono che si ha da quando si nasce non e’ una scelta che si fa durante la vita
Whiteviolet
26 lug 2011 - 16:18 - #15Disse lei: “Se morissi domani sarei felice”, il che la dice lunga su quel che rimaneva della sua vita. Comunque bell’articolo, concordo con Sbraidss!
il_moralizzatore_2
26 lug 2011 - 17:16 - #16questo sì che è un articolo, non quello vergognoso che avete pubblicato ieri
ila80
26 lug 2011 - 17:17 - #17io trovo che questo articolo sia come minimo molto sincero..l’autrice prova, e ha scritto, cose umanamente condivisibili senza eccedere nella retorica..ha espresso li suo stato d’animo..mi piace leggere articoli scritti con un pò di cuore..
pamish
26 lug 2011 - 18:36 - #1892 minuti di applausi. .-.
bellissimo post.
Roby01
26 lug 2011 - 21:33 - #19Bellissimo post, complimenti. Hai commemorato la morte di Amy senza giustificare i suoi atteggiamenti, ma mostrando una “pietas” ed un’empatia encomiabili!
verdy
26 lug 2011 - 22:32 - #20wow, mi sono commossa… un gran bel pensiero. complimenti ;)
Rwndor
27 lug 2011 - 01:14 - #21Ho dovuto inserire la notizia nel post di brad pitt perchè non riuscivo ad utilizzare la funzione segnalazioni ;) Bel post