Logo Blogo

Natalie Portman è incinta e si sposa

Pubblicato: 27 dic 2010 da il_Superficiale

Commenti dei lettori


Natalie Portman aspetta un figlio dal compagno coreografo Benjamin Millepied. Eravamo così distratti dal suo lato B che avevamo dimenticato che l’attrice 29enne avesse un fidanzato. Un fidanzato che, secondo un comunicato diffuso dal portavoce dell’attrice, presto diventerà suo marito. I due si sono incontrati sul set di ‘Black Swan‘ dove la Portman interpreta proprio una ballerina. Tutto ciò, naturalmente, avverrà nel 2011. Tanti auguri a loro!

Via | People

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
41 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di danyele-world

    danyele-world

    27 dic 2010 - 20:59 - #1
    1 punto
    Up Down

    ragazzo fortunato!

  • Profilo di rav

    rav

    27 dic 2010 - 21:32 - #2
    0 punti
    Up Down

    Beato lui!

  • Sarazzzzz

    27 dic 2010 - 21:47 - #3
    1 punto
    Up Down

    Bellissima e intelligente…l’adoro!
    Auguri =)

  • MargheS

    27 dic 2010 - 21:58 - #4
    1 punto
    Up Down

    quant’è bellaaaaaaaaaaa!! *-* l’ho sempre ammirata come attrice, oltre per la bellezza.

  • Profilo di zakmacraken

    zakmacraken

    27 dic 2010 - 22:52 - #5
    0 punti
    Up Down

    E bravo Mille(e uno)pied…

  • rasellaguido

    27 dic 2010 - 23:01 - #6
    -1 punto
    Up Down

    Ci teneva così tanto a poter diventar “Carampana” anzi tempo che sarebbe stato davvero un peccato il negarle tale possibilità,dopo tutto è un valido esempio per i suoi fans,al che …
    (Dai 40 anni compiuti,oppure dal primo parto i aborto si è “Carampana” ed il cosa accade alle Carampane … tenetela d’occhio ed imparate la lezione anche voi così.)

  • Profilo di Pat_

    Pat_

    27 dic 2010 - 23:29 - #7
    -5 punti
    Up Down

    Come persona la stimo poco, sopratutto dopo che ha difeso Polansky, però è bellissima ed una gran brava attrice.

  • Profilo di Rosamay

    Rosamay

    27 dic 2010 - 23:33 - #8
    0 punti
    Up Down

    Lei é bellissima,ma in questa foto pare un’altra persona

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    27 dic 2010 - 23:52 - #9
    -2 punti
    Up Down

    Non ci posso credere, mi crolla un mito. Spero che la sua carriera non ne risenta. Natalie è la migliore attrice della sua generazione, perché andarsi a incastrare in una storia così? Bah… Quello che conta è il Cinema, la vita viene dopo.

  • Profilo di Pat_

    Pat_

    28 dic 2010 - 00:30 - #10
    0 punti
    Up Down

    madò che pesantezza ste carampane -_-
    comunque a me il film è piaciuto tantissimo

  • Profilo di luca79

    luca79

    28 dic 2010 - 01:18 - #11
    0 punti
    Up Down

    La Portman ha fatto benissimo a difendere Polanski. Detto questo, congratulazioni alla coppia.

    @luporosso
    Farà coincidere vita e cinema.

  • Profilo di alessandroale111

    alessandroale111

    28 dic 2010 - 01:18 - #12
    0 punti
    Up Down

    Princess Amidala, come eri giovane.
    Sempre bellissima

  • Profilo di Pat_

    Pat_

    28 dic 2010 - 01:21 - #13
    0 punti
    Up Down

    ha fatto benissimo ?????????
    no vabbè…

  • Harlow

    28 dic 2010 - 01:23 - #14
    0 punti
    Up Down

    Ammazza tutto in un colpo solo, auguri Natalie! Una delle poche attrici di oggi veramente valide, si merita tutto questo.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    28 dic 2010 - 02:12 - #15
    -2 punti
    Up Down

    Pat, cara aguzzina nazistoide, Polanski NON HA FATTO NIENTE, ha avuto un rapporto sessuale con una minorenne CONSENZIENTE portata lì dalla madre col preciso scopo di accalappiare un “personaggio” per poterlo ricattare. Gli svizzeri hanno arrestato Polanski soltanto per oliare trattative bancarie con i loro padroni americani, quelli che li tengono al guinzaglio come tengono al guinzaglio i servi svedesi che hanno spiccato il mandato di arresto RIDICOLO (guarda un po’ anche per motivi sessuali) contro Assange.

  • Profilo di 83springfield

    83springfield

    28 dic 2010 - 02:30 - #16
    0 punti
    Up Down

    auguri!
    concordo con molti di voi, bella ed intelligente, brava attrice

  • hugosss

    28 dic 2010 - 09:55 - #17
    2 punti
    Up Down

    @luporosso,capisco cosa vuoi dire ma per legge se fai sesso con una minorenne,benchè consenziente, sempre colpevole sei!! Che poi i comportamenti genitoriali siano squallidi concordo..ma non mistifichiamo la realtà.

  • Profilo di Pat_

    Pat_

    28 dic 2010 - 10:19 - #18
    1 punto
    Up Down

    Una 13enne conseziente ??? che poi i genitori fossero da rinchiudere è un altro discorso.
    Comunque lei, oltre a questo episodio, se ne è uscita anche con paragoni inappropriati, che non sto qui a riportare, ma penso conosciate.
    Sono state una serie di cose a farmi cambiare idea sul suo conto.

  • Muzzino

    28 dic 2010 - 12:13 - #19
    0 punti
    Up Down

    @Pat

    Non nascondiamo la testa sotto la sabbia! Il mondo è pieno di zoccole minorenni (e purtroppo anche 13enni) che l’hanno già data via per convenienza. Oggi più che quache anno fa.
    Quand’è così, non nascondiamoci dietro l’alibi dell’eta! Zoccola sei (consenziente) e zoccola resti!

  • Gioventù bruciata2

    28 dic 2010 - 15:32 - #20
    0 punti
    Up Down

    a Luporosso: quello che conta è il Cinema, la vita viene dopo? Eh eh, basta usare la lettera maiuscola per conferire autorità ad una forma di intrattenimento? Ora anche i cinefili ricorrono a refusi filosofici per darsi un tono? Vita e cinema possono andare benissimo di pari passo…magari se era un uomo non si sarebbe fatto un accostamento del genere perchè quello che gli compete è solo il concepimento e può benissimo continuare a produrre blockbuster, mentre invece - giustamente - la maternità è una rovina per una giovane e brillante attrice. E’ necessario applicare alla sua vita e al suo lavoro il codice binario, perchè vita e lavoro (mannò, il Cinema!) non possono coesistere.

    Se Polansky non avesse fatto davvero nulla avrebbe affrontato il processo che lo vede come imputato per abuso su una minorenne* e non avrebbe vissuto una vita da latitante, senza nemmeno tornare negli USA per ritirare l’Oscar alla regia per Il Pianista. L’idea del complotto è tanto ridicola quanto improbabile, e viene sempre tirata in ballo come “ultima soluzione”, come nel peggior kolossal catastrofico hollywoodiano. Negli USA determinati reati non vanno in prescrizione e quindi chi volesse parlare di persecuzione della magistratura USA nei confronti del Sommo Regista è del tutto fuori strada.

    *I minorenni per legge non possono essere consenzienti. Anche se lo fanno volutamente per legge sono sempre non consenzienti. Sta all’adulto comportarsi da adulto, informarsi dell’età anagrafica di chi si portano a letto per evitare casini giudiziari e non fare come dice Muzzino a cui evidentemente manco le maggiorenni vogliono dargliela, secondo cui se tu sei un 13enne che la dà allora sei una facile, mentre se sei un adulto che la prende allora sei Roman Polansky, un Regista Rinomato che fa Cinema d’Autore quindi non può essere assolutamente colpevole di alcunchè, perchè lui fa Arte.

    I commenti di Luporosso e Muzzino fanno venire la pelle d’oca, almeno i 13enni hanno l’alibi di essere giovani ed inesperti, mentre gli adulti che generano commenti del genere che scusante hanno? Possono essere solo Faziosi, Frustrati, Infelici, Brutti Come La Morte. Che bell’effetto la letterina maiuscola eh? Buone Feste (e l’Arte, il Cinema e bla bla bla da asociali)

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    28 dic 2010 - 17:54 - #21
    -1 punto
    Up Down

    Gioventù Bruciata…. Che nick pomposo e derivativo per chi al massimo della trasgressione riesce a bruciare un semaforo. Addirittura anche la sottigliezza del numero 2, la prima edizione dove è finita, nel cesso come i sogni a cui i mediocri rinunciano per “crescere”? Tralascio l’assoluta ignoranza dimostrata sulla vicenda di Roman Polansky (RIDICOLA e assolutamente INCONSISTENTE anche dal punto di vista giuridico), da chi magari poi vota Papi Chulo e chiude prima un occhio e poi l’altro su tutto il tròiame di qualsiasi età e provenienza che pascola indisturbato, scortato e riverito nelle ville del capo. Voglio focalizzarmi invece sulla questione femminile, così sciattamente trattata da “gioventù bruciata2″ (ahahah). Che l’Italia sia un paese sessista fino alla patologia è cosa nota, e certo non deve venire un pupazzo a spiegarmi le distorsioni di prospettiva di cui sono vittime le donne nella società occidentale in generale e qui all’ennesima potenza del possibile in particolare. Ciò che volevo evidenziare nel mio commento su Natalie Portman è proprio la delusione nell’aver appreso che una giovane donna, immensa attrice, invece di privilegiare la sua realizzazione professionale individuale si sia adeguata alle aspettative che una società sessista ha su di lei, al cosiddetto “modello”. Una donna DEVE essere madre, altrimenti è una donna a metà, questo è il messaggio che spacciano i sessisti. Non importa cosa tu giovane donna abbia realizzato nella vita, se non sei madre contravvieni alla tua missione sociale, tradisci la tua natura e te stessa. Lei magari un figlio l’avrà fatto per altri motivi, voglio sperarlo, ma la verità che ho letto dall’esterno è quella di un cedimento. Il Cinema (con la lettera risolutamente maiuscola per distinguerlo appunto dall’intrattenimento riservato agli idioti) da questa scelta ha tutto da perdere, e i cinefili pure. Ma cosa può capirne uno o una che crede che l’Artista faccia semplicemente “un mestiere” (la cultura non si mangia, Tremonti dixit e “gioventù bruciata2″ sottoscriverebbe) e che il femminismo consista nel conciliare “affetti e carriera”, come in un chick-flick degli anni novanta?

  • Profilo di polidori

    polidori

    28 dic 2010 - 19:10 - #22
    1 punto
    Up Down

    ma perche’ da una notizia cosi’ semplice e naturale si dovevano scatenare tutti questi casini?posso fare un esempio?CATE BLANCHETT HA 3 FIGLI E LAVORA NON SOLO AL CINEMA FACENDO 2 FILM ALL’ANNO,COME LEI HA DICHIARATO, IN PIU’,E’ DIRETTRICE DI UN PRESTIGIOSO TEATRO A SIDNEY :E TUTTO QUESTO SENZA TRASCURARE LA FAMIGLIA:poi per la cronaca:MONICA BELLUCCI E’ UN’ALTRA DONNA CHE COMBATTE LO SFRUTTAMENTO DELLE DONNE E DEI BAMBINI,MA ANCHE LEI HA DIFESO POLANSKY……fate un po’ 2 calcoli……queste sono contraddizioni……

  • Gioventù bruciante2

    28 dic 2010 - 21:22 - #23
    0 punti
    Up Down

    Gioventù Bruciata…. Che nick pomposo e derivativo per chi al massimo della trasgressione riesce a bruciare un semaforo. Addirittura anche la sottigliezza del numero 2, la prima edizione dove è finita, nel cesso come i sogni a cui i mediocri rinunciano per “crescere”?

    Ohh ohhh! Quale spreco di energie! Cercare di colpire (!) il proprio interlocutore usando una psicologia coatta, cercando di ricavare dalla scelta del nick attitudini e abitudini arbitrarie giusto perché si è incapaci di argomentare sul merito della questione. Mio problematico Luporosso la risposta è più semplice delle pippe mentali che ti vai creando, quando serve il codice binario non lo usi, ma come mai?

    Tralascio l’assoluta ignoranza dimostrata sulla vicenda di Roman Polansky (RIDICOLA e assolutamente INCONSISTENTE anche dal punto di vista giuridico), da chi magari poi vota Papi Chulo e chiude prima un occhio e poi l’altro su tutto il tròiame di qualsiasi età e provenienza che pascola indisturbato, scortato e riverito nelle ville del capo.

    Hai ragione tralasciamo la questione perché io gli argomenti li ho dati e che ti riassumo, così ti prendi la briga di non rispondere nuovamente poiché non sei capace di produrre argomenti:
    a) Per la legge usa (ma anche italiana) le persone al di sotto dei 14 anni anche se hanno rapporti sessuali consenzienti sono sempre vittime di un abuso. Per la legge al di sotto dei 14 anni non si può avere alcun rapporto sessuale consenziente.
    b) Se Roman Polansky era davvero innocente non si sarebbe nascosto tutti questi anni al di fuori dagli USA, sul cui suolo non ha messo piede nemmeno per ritirare l’Oscar ben sapendo a quali problemi giudiziari andasse incontro.
    c) Per la legge USA l’abuso sessuale su un minore è un reato esente dalla prescrizione

    Come vedi io gli argomenti te li ho dati, tu – da pessimo filosofo – hai preferito rigirarti i pollici e inarcarti in simpatiche teorie, traslare il discorso da un maniaco cinematografico ad un maniaco politico come se la condanna per uno non valesse anche per l’altro. Ma va là va là, a tuo piacere ragioni per codice binario.

    Voglio focalizzarmi invece sulla questione femminile, così sciattamente trattata da “gioventù bruciata2″ (ahahah). Che l’Italia sia un paese sessista fino alla patologia è cosa nota, e certo non deve venire un pupazzo a spiegarmi le distorsioni di prospettiva di cui sono vittime le donne nella società occidentale in generale e qui all’ennesima potenza del possibile in particolare.

    Allora mi stai dando ragione. Se l’italia è un paese di sessisti, tu sei italiano, hai scritto quello che hai scritto quindi sei un sessista proprio come tutti gli altri. Io ho posto in essere una differenza tra uomo e donna senza alcun riferimento al luogo geografico. E’ un dettaglio che hai inserito tu per avallare non si sa che teoria.

    Ciò che volevo evidenziare nel mio commento su Natalie Portman è proprio la delusione nell’aver appreso che una giovane donna, immensa attrice, invece di privilegiare la sua realizzazione professionale individuale si sia adeguata alle aspettative che una società sessista ha su di lei, al cosiddetto “modello”. Una donna DEVE essere madre, altrimenti è una donna a metà, questo è il messaggio che spacciano i sessisti. Non importa cosa tu giovane donna abbia realizzato nella vita, se non sei madre contravvieni alla tua missione sociale, tradisci la tua natura e te stessa. Lei magari un figlio l’avrà fatto per altri motivi, voglio sperarlo, ma la verità che ho letto dall’esterno è quella di un cedimento.

    Per come la vedo io - da donna prego - Natalie Portman ha fatto la scelta migliore. Ha atteso il momento giusto per avere un bambino, essendo un attrice già di suo realizzata, con all’attivo qualche buona pellicola. A 29 anni non è né troppo giovane né troppo anziana per seguire la crescita del proprio bambino (vedi i casi di Gianna Nannini e Sir Elthon John genitori a 50 e 60 anni ciascuno) e soprattutto la vita da madre non pregiudica successi futuri (vedere il caso di Kate Winslet, mamma e buona ha girato Eternal Sunshine eccetera eccetera). Quindi per me la Portman non ha seguito alcun modello ma bensì il buon senso. E poi non stiamo parlando di lavoratrici statali o cassaintegrate, ma di attrici pagate fiori di dollari. Poi la Portman non è un tipo da gossip, è sempre stata molto riservata, è laureata (cosa rara per una attrice) e ha sempre fatto buone scelte cinematografiche, quindi tutto mi sembra meno che schiava di qualche modello (a parte quello estetico statunitense che vuole le donne con un corpo da efebo, senza curve, ma con le tette grosse e labbra carnose, vedi Angelina Jolie). Anche gli uomini sono oggetto di pressione; se ha 30 anni non guadagni 50 mila euro l’anno, non guidi una BMW e non hai una casa di proprietà allora sei un fallito. Avere un bambino non ci vuole nulla, alzarsi 50 mila euro invece…Piersilvio pensaci tu!

    Il Cinema (con la lettera risolutamente maiuscola per distinguerlo appunto dall’intrattenimento riservato agli idioti) da questa scelta ha tutto da perdere, e i cinefili pure. Ma cosa può capirne uno o una che crede che l’Artista faccia semplicemente “un mestiere” (la cultura non si mangia, Tremonti dixit e “gioventù bruciata2″ sottoscriverebbe) e che il femminismo consista nel conciliare “affetti e carriera”, come in un chick-flick degli anni novanta?

    Che tu voglia distinguere con la C maiuscola il cinema dall’”intrattenimento” è una scelta arbitraria abbastanza ridicola da pessimo filosofo, che è volta più a voler porre un distinguo tra i 2 diversi tipi di pubblico che tu proponi - quello “beota” che vede il cinema come intrattenimento e quello “illuminato” che si ciba di intellettualismi cinematografici come se l’uno e l’altro non potessero mai convergere – che una sostanziale differenza tra i due modi di fare cinema (che per me non sussistono). Insomma tu poni una differenza di classe, e immagino che tu appartenga agli “illuminati”, i beoti sono talmente avulsi da etichette che apprezzano indistintamente Fellini come i Ghostbusters. Io faccio parte dei secondi. Per quanto riguarda la perdita che il cinema avrà dalla maternità della Portman, è tutta una bufala e una superstizione avallata da chi crede ancora che esista un senso assoluto. Che squillino le trombe, l’artista fa un mestiere, checché ne dicano cinefili aspiranti filosofi l’artista (da Michelangelo passando per Bacon, Pollock e uno a caso a scelta) si sporca le mani, se le maciula, le taglia a furia di lavorare i materiali con cui è a stretto contatto. E chi ignora questo aspetto fisico, tecnico, è uno studentello ancorato a gorgheggi romantici (bleah!).
    Ma cosa ne può saperne un cinefilo secondo cui basta scrivere Cinema con la maiuscola per distinguerlo dall’intrattenimento, cosa ne può mai sapere uno che passa la sua vita al buio di una sala mentre la vita scorre fuori, cosa ne può sapere uno che fa dei diversi modi di fruire il cinema una questione di classe. Cosa ne può mai sapere uno che accusa prima un attrice di sottostare ad un modello ignorando che anch’egli è vittima di un altro genere di condizionamento: lo snobismo. Ergersi al di sopra del popolino non per meriti propri ma per (presunti) demeriti altrui; oltre che abbracciare al 100% il modello romantico che vede l’artista come un genio che crea grazie a raptus di follia Tzè. Tremonti? Tzè. Femminismo? Tzè. Cosa ne può mai sapere uno che usa riferimenti impropri a commenti politici e movimenti sociali giusto perché non ha argomenti? Tzè.

  • Gioventù bruciante con la C maiuscola

    28 dic 2010 - 21:35 - #24
    0 punti
    Up Down

    Rettifica

    Prima che luporosso si aggrappi ad errori sintattici e a qualche segno di punteggiatura fuoriposto per avvallare la propria opinione priva di argomenti ma sicuramente piena di illazioni e ciarlerie varie “da utente dalla C maiscola” mi autocorreggo un errore; volevo dire a 30 anni e non ha 30 anni. Non ho riletto quindi non ho corretto. Tzè.

  • Gioventù bruciante con la C maiuscola

    28 dic 2010 - 21:42 - #25
    0 punti
    Up Down

    Rettifica 2

    Luporosso divertiti, ho fatto altri errori di concordanza di genere e sintattici. Ti invito a scovarli. Non ho riletto prima di postare, me ne accorgo solo ora che rileggo. Mi affido all’intelligenza dell’utenza.

  • Profilo di Pat_

    Pat_

    28 dic 2010 - 23:03 - #26
    0 punti
    Up Down

    La prossima volta mi faccio i fatti miei XD
    Comunque, a parte gli scherzi, secondo me la Portman quest’anno vince l’oscar.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    29 dic 2010 - 01:41 - #27
    0 punti
    Up Down

    Allora, giusto en passant rinfresco per quelli del loggione la vicenda Roman Polanski, dato che l’amica giovane e bruciata qui sopra sembra averla appresa dai telegiornali del biscione. Polanski ha avuto un rapporto sessuale con una tredicenne consenziente (non sussistono dubbi in proposito, ma per i giornali di regime è diventato STUPRO! PEDOFILIA! E L’HA PURE DROGATA! MOSTRO! VEDETE COSA FANNO I COMUNISTI: ACCUSANO BERLUSCONI PER LE ESCORT E POI ASSOLVONO IL PEDOFILO! eccetera eccetera proseguendo sulla strada della disinformatija e dello squallore…). Dopo il rapporto, Polanski ha riaccompagnato tranquillamente la ragazza a casa. Due settimane dopo lo arrestano per rapporti sessuali con una minorenne. Polanski si fa più di un mese di carcere, poi fa un accordo con la procura: dichiarazione di colpevolezza in cambio della considerazione della pena come “già scontata”. Lo mettono in libertà provvisoria. Sembra tutto a posto. Ma il giudice assegnato al caso è uno a cui piace la pubblicità, il centro della ribalta, un domatore di folle malato di protagonismo. Uno che aveva già avuto a che fare con stelle di Hollywood e che viene beccato a vantarsi in un ristorante con alcuni sodali di voler dare una lezione a Polanski, rinchiudendolo e buttando via la chiave, e chissenefrega di come sono andate realmente le cose. Polanski mangia la foglia, e comprensibilmente fugge prima a Londra, dopo a Parigi. Fine della storia. Non è esattamente quella che “gioventù bruciata2 la riscossa” deve aver sentito al tg1, buona a fornire carburante alla sua pelosa indignazione piccolo-borghese, da estimatrice del rigore della legge solo quando a farci i conti non sono i suoi referenti politici. Quanto al resto, ho focalizzato l’attenzione sulla situazione italiana, affrontando la questione femminile, perché da questo punto di vista è drammaticamente esplicativa di una tendenza generalizzata. Quale migliore osservatorio del nostro, dove scontiamo la quotidiana ingerenza dei sottanoni d’oltretevere, per evidenziare la penosa condizione a cui è costretta la donna per ottenere visibilità, riscontro, posizione sociale? Io sono italiano di passaporto, è vero, ma a differenza di “gioventù bruciata” destinata a confondersi tra le teste poco pensanti delle maggioranze silenziose di ogni epoca e ogni momento mediatico, faccio parte di una minoranza, mi muovo per dirla con De Andrè “in direzione ostinata e contraria”. Vuoi chiamarmi “illuminato”? Se il termine non avesse connotazioni esoteriche che mi fanno venire l’orticaria mi andrebbe anche bene. Ma preferisco “colto”. Che arroganza eh, in un paese che fa dell’ignoranza un vanto, dell’astio verso gli intellettuali un rituale da bar, del populismo una religione…. I mestieranti ci sono anche nel mondo del cinema, è vero, come ci sono le masse di idioti che li foraggiano: basta farsi un giro in un multiplex una domenica pomeriggio per trovarne greggi intere con le mani bisunte dai loro pop-corn. Ma il Cinema sta a quelle facce, a quei luoghi, a quei canovacci come la Gioconda sta a una manifesto pubblicitario. Vuoi operare un sintesi tra i due versanti? Be’, cara, a meno che tu non ti chiami Andy Warhol, dubito che possa rivelarti all’altezza. Goditi la tua cultura pop, un tanto al chilo, illuditi che basti l’opaca brillantezza di un tempo, magari di quando giovane lo eri davvero, a distinguerti dalla massa. Chissà perché sono certo che non ti incontrerò ai festival in coda per un film di Tsukamoto, ma al Warner Village per l’ultimo di Spielberg…oh sì, li ho buone chance di vederti china sul display azzurro del tuo smartphone. A presto, ogni tanto mi mischio anch’io, per carnevale.

  • livy

    29 dic 2010 - 11:22 - #28
    0 punti
    Up Down

    ma lui si chiama millepied?? uhauhahah

  • Gioventù bruciante con la C maiuscola

    29 dic 2010 - 15:12 - #29
    0 punti
    Up Down

    Allora, giusto en passant rinfresco per quelli del loggione la vicenda Roman Polanski, dato che l’amica giovane e bruciata qui sopra sembra averla appresa dai telegiornali del biscione.

    Caro Luporosso aspettavo con ansia le tue illazioni (vedi rettifiche precedenti), però mi attendevo qualcosa di più originale. Ancora a menarla con Berlusconi, se questa semplificazione ti aiuta a ragionare buon per te. Intanto ritiro il mio appello all’intelligenza dell’utenza giacchè tu, se ce l’hai, ti ostini a non usarla.

    Polanski ha avuto un rapporto sessuale con una tredicenne consenziente (non sussistono dubbi in proposito, ma per i giornali di regime è diventato STUPRO! PEDOFILIA! E L’HA PURE DROGATA! MOSTRO! VEDETE COSA FANNO I COMUNISTI: ACCUSANO BERLUSCONI PER LE ESCORT E POI ASSOLVONO IL PEDOFILO! eccetera eccetera proseguendo sulla strada della disinformatija e dello squallore…). Dopo il rapporto, Polanski ha riaccompagnato tranquillamente la ragazza a casa. Due settimane dopo lo arrestano per rapporti sessuali con una minorenne. Polanski si fa più di un mese di carcere, poi fa un accordo con la procura: dichiarazione di colpevolezza in cambio della considerazione della pena come “già scontata”. Lo mettono in libertà provvisoria. Sembra tutto a posto. Ma il giudice assegnato al caso è uno a cui piace la pubblicità, il centro della ribalta, un domatore di folle malato di protagonismo. Uno che aveva già avuto a che fare con stelle di Hollywood e che viene beccato a vantarsi in un ristorante con alcuni sodali di voler dare una lezione a Polanski, rinchiudendolo e buttando via la chiave, e chissenefrega di come sono andate realmente le cose. Polanski mangia la foglia, e comprensibilmente fugge prima a Londra, dopo a Parigi. Fine della storia.

    Ignoro totalmente i tuoi continui riferimenti alle tv “allineate” attraverso cui mi sarei informata (illazione), come se tu fossi l’unica persona esente da manipolazioni (quando invece hai dimostrato ampiamente di seguire modelli culturali imbolsiti oltre che di classe), come se le tue opinioni sul caso Polansky derivassero da pizzini inviati direttamente da Assange. Ma per cortesia, farà piacere al tuo ego sapere che la “massa” (uh, ancora modelli ottocenteschi!) ha torto marcio e tu – savio tra i porci – è colui che diffonde il Verbo della propria superiorità tra il pubblico beota. Ti vezzeggi di una magra consolazione. Tzè. Cmq ti ripeto (poiché è evidente che non sei una persona ragionevole) che la condanna morale (e giuridica) per un esponente del cinema non esclude la medesima condanna per un esponente politico (e secondo quale logica una cosa dovrebbe escludere l’altra? 010110. Quella del codice binario). Che Polansky abbia riaccompagnato la ragazza a casa (che gentleman!) non significa nulla, che il giudice volesse fare un mazzo così a Polansky nemmeno significa nulla (disse la stessa cosa la Gandus su Berlusconi, che era ora che qualcuno lo mettesse spalle al muro. Tutti i comuni stelli fascistoidi contro la giudice la quale in un paese libero non poteva esprimere un’opinione personale…il medesimo atteggiamento che hai tu contro il giudice del caso Polansky. Tzè, il bue dice cornuto all’asino). Comprensibilmente per un cinefilo scappa via, per gli uomini di buona volontà s’è comportato da vigliacco proprio come il tuo amato Presidente.

    Non è esattamente quella che “gioventù bruciata2 la riscossa” deve aver sentito al tg1, buona a fornire carburante alla sua pelosa indignazione piccolo-borghese, da estimatrice del rigore della legge solo quando a farci i conti non sono i suoi referenti politici.

    Bla bla bla, illazioni, bla bla bla. Io non ho voto PDL comunque, a scanso di equivoci, visto che continui con questa manfrina in mancanza di argomenti. E bla bla bla, piccolo-borghese e bla bla bla.

    Quanto al resto, ho focalizzato l’attenzione sulla situazione italiana, affrontando la questione femminile, perché da questo punto di vista è drammaticamente esplicativa di una tendenza generalizzata. Quale migliore osservatorio del nostro, dove scontiamo la quotidiana ingerenza dei sottanoni d’oltretevere, per evidenziare la penosa condizione a cui è costretta la donna per ottenere visibilità, riscontro, posizione sociale? Io sono italiano di passaporto, è vero, ma a differenza di “gioventù bruciata” destinata a confondersi tra le teste poco pensanti delle maggioranze silenziose di ogni epoca e ogni momento mediatico, faccio parte di una minoranza, mi muovo per dirla con De Andrè “in direzione ostinata e contraria”.
    Non scomodare De Andrè ti prego per autodefinirti. Abbi la decenza di prenderti la responsabilità di ciò che dici senza tirare in ballo i massimi sistemi, a cui ti appelli ogni volta presumendo una distinzione virtuale tra te “l’illuminato” ancorato però come un disperato a muffosi modelli ottocenteschi da poseur adolescente e la massa imbarbarita a cui tu attribuisci un solo volto e un solo carattere per una mera questione di comodità mentale perché altrimenti dovresti affrontare tutte le particolarità che una persona – essere complesso - possiede. Tzè.

    Vuoi chiamarmi “illuminato”? Se il termine non avesse connotazioni esoteriche che mi fanno venire l’orticaria mi andrebbe anche bene. Ma preferisco “colto”. Che arroganza eh, in un paese che fa dell’ignoranza un vanto, dell’astio verso gli intellettuali un rituale da bar, del populismo una religione….

    Colto? Se tu sei un intellettuale io sono Hannah Arendt. Da come parli il massimo a cui puoi aspirare è un intellettualismo alla Sgarbi, poiché presume l’ignoranza dell’interlocutore e non per qualche particolare merito professionale.

    I mestieranti ci sono anche nel mondo del cinema, è vero, come ci sono le masse di idioti che li foraggiano: basta farsi un giro in un multiplex una domenica pomeriggio per trovarne greggi intere con le mani bisunte dai loro pop-corn. Ma il Cinema sta a quelle facce, a quei luoghi, a quei canovacci come la Gioconda sta a una manifesto pubblicitario. Vuoi operare un sintesi tra i due versanti? Be’, cara, a meno che tu non ti chiami Andy Warhol, dubito che possa rivelarti all’altezza.

    Continua a vivere tra i tuoi arazzi mediorientali, i tappeti persiani, i quadri preraffaelliti, la collezione di vhs da collezione mio caro Des Esseintes d’altri tempi che ragiona secondo schemi che fanno sorridere uomini e donne di lettere. Come se il cinema con la C maiuscola non abbia un grosso debito alla letteratura. Tzè.

    Goditi la tua cultura pop, un tanto al chilo, illuditi che basti l’opaca brillantezza di un tempo, magari di quando giovane lo eri davvero, a distinguerti dalla massa. Chissà perché sono certo che non ti incontrerò ai festival in coda per un film di Tsukamoto, ma al Warner Village per l’ultimo di Spielberg…oh sì, li ho buone chance di vederti china sul display azzurro del tuo smartphone. A presto, ogni tanto mi mischio anch’io, per carnevale.

    Ho 25 anni io, caro lupoalberto. E sono figlia del mio tempo. La mia realtà la affronto volentieri.
    Non mi vedrai mai né al Warner Village (Spielberg? Warner Village? Ma tu sei proprio fuori tema!) né a qualche festival di cazzavanguardia indipendente per masturbatori seriali. Poi gli smartphone non emettono una luce azzurra, a meno che tu non ti accontenta delle versioni derivative delle aziende continentali al di là dell’atlantico che inseguono come disperati il polo di cupertino. A presto si, ci vediamo al supermarket. Tzè.

  • Gioventù bruciante con la C maiuscola

    29 dic 2010 - 17:56 - #30
    0 punti
    Up Down

    Ma il Cinema sta a quelle facce, a quei luoghi, a quei canovacci come la Gioconda sta a una manifesto pubblicitario. Vuoi operare un sintesi tra i due versanti? Be’, cara, a meno che tu non ti chiami Andy Warhol, dubito che possa rivelarti all’altezza.

    Come va nel salotto posticcio? Avevo snobbato questa frase tanto è pregna di stupidità. La sintesi caro mia è stata raggiunta ancor prima che Warhol ci mettesse mano, Man Ray hai presente? Duschamps? Rauschemberg? Franco Albini, Bruno Munari, Gaetano Pesce, Achille Castiglioni, Joe Colombo, tanto per citarne alcuni hanno operato quella sintesi (dagli anni ‘50 ai ‘70) che tu tanto aborri tirando in mezzo il solito Warhol. Ma che diamine di intellettuale sei? C’arrivo anche io “beota” ad Andy Warhol! Tzè. Forse non sai che ora il confine tra l’Arte e gli altri linguaggi è sottile e trasparente come lo slip di una pornostar. Tu sai chi è Segmaister? Tanto per citare un nome a caso del panorama creativo a metà tra la propaganda e l’arte che per gli uomini di buona volontà sono l’una la tautologia dell’altra. Tzè, prima di aggrapparti al cinema fatti una panoramica delle altre forme d’espressione (ma ah già, ti fai bastare Lady Gaga tu) o evita di trattare con chi le conosce. I cinefili fanno discorso a sè, purtroppo sono sempre gli ultimi a saperle le cose.

    E poi i cineasti fanno un mestiere, non mi dire che non sei mai entrato, da cinefilo qual sei, in una vecchia sala montaggio! O in una camera oscura da fotografo! E magari non ti sei mai nemmeno avvicinato ad un software di editing video (Adobe Premiere) o immagine (uno a caso). Ah ma tu il cinema lo conosci nella teoria “accademica” e non nella pratica. E pensi ancora che gli unici “mestieranti” del settore siano quelli che servono pop corn. Tzè.

    Povero te, se non sei capace di ravisare un respiro di arte nemmeno in un manifesto pubblicitario (dio, usi terminologie anni ‘80!) allora come puoi pretendere di usare la C maiuscola. Sei un refuso di vecchia cultura a cui i beoti rinunciano volentieri :)

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    29 dic 2010 - 19:12 - #31
    0 punti
    Up Down

    Ah ah ah, ci mancava la professione di fede appleiana, e devo dire che non mi stupisce. L’azienda di Steve Jobs è perfetta per rappresentare il modus vivendi di una come te. Tecnologia a compartimenti stagni, tribalismo, culto del feticcio e dell’immagine, ossessione dello status. Ti ci vedo nei forum a dare di gomito con gli altri iniziati ridicolizzando i prototipi della concorrenza. Ma non sei neanche una geek, cara, quelle in quanto tessitrici informatiche sono libertarie per definizione, preferiscono i meandri della Rete ai piani alti sfolgoranti, e la grande G al logo della mela (marcia) di Cupertino. Sei solo hardware e design, versione aggiornata di chiacchiere e distintivo, altro che innovazione, sincronismo, aderenza. Del resto ti definisci “figlia del tuo tempo” e poi tratti le tredicenni come bambine. Esci di casa, ferma una tredicenne a caso per strada e prova a trattarla da bambina, incapace di intendere e di volere, di capire cos’è il sesso, cos’è giusto e cosa è sbagliato. Ti prenderai in risposta un sonoro vaffancùlo, e pagherei per essere lì a vedere la faccia che faresti. Ti trinceri dietro “la legge” come le donnette di chiesa si fanno scudo dei rosari. E’ così e basta, lo dice “la legge”. Come se la maturità di una persona fosse certificata dall’anagrafe. Polanski avrebbe dovuto restare per farsi crocifiggere dal puritanesimo bastàrdo americano, per permettere a un giudice incancrenito e bolso di farsi pubblicità? Quella sarebbe stata “giustizia”? E perché, solo perché avrebbe avuto la patente di ufficialità? Sono convinto che una come te si batterebbe con altrettanta coerenza contro la concessione dello status di rifugiati politici a tutti i fuggiaschi dai vari regimi sanguinari che li incriminano. Siano coraggiosi, accettino il responso della “legge”, si facciano fucilare invece di sopravvivere scappando come conigli. La bella morte, retorica fascista da vecchi ruderi innamorati dell’eco delle proprie strònzate eruttate con protervia per il mondo. Condita con un po’ di sano culto cattolico del sacrificio, non è vero? Bisogna affrontare il plotone di esecuzione, petto in fuori, tipico di chi incerto delle proprie posizioni smania per dimostrare qualcosa. Ma Polanski, come ogni uomo di ingegno, non ha nulla da dimostrare. E nemmeno io, tantomeno di essere un “intellettuale”. Ma capisco che la semplice definizione di “colto” tra gli asini e i somari col cappello possa risultare pretenziosa, addirittura “snob”. Tranquilla, in questo sterminato cortile di Villa Certosa che è l’Italia siamo una specie in via di estinzione. Ancora poco e ogni avanguardia sarà costretta all’esilio, peggio della carboneria. Con noi Polanski, con voi Pupi Avati, Zeffirelli e altri figuranti senza mordente ma di specchiata moralità. Magari Moccia, per essere “figli del vostro tempo”. Ma come la mettiamo poi con le quattordicenni che la danno via a uomini adulti senza farsi troppi problemi e senza essere “stuprate”? Ahi…. Mi sa che devi imparare a stare sul pezzo. Il mondo rischia di essere diverso da come lo immagini da dietro una finestra. Di Maria Goretti ce n’è stata una, e non è quella che ha conosciuto Roman Polanski.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    29 dic 2010 - 19:35 - #32
    0 punti
    Up Down

    Noto adesso che hai anche fatto un giro su wikipedia per rispondere su Andy Warhol, lieto di essere servito a rinfrescarti qualche nozione di base. Forse ti serviranno per i tuoi esami fuori corso. Buona laurea breve, ti servirà per fare la commessa nelle boutique. E’ paradossale come a difendere “il titolo di merito” siano quelli che poi non sanno cosa farci. Un povero automatismo privo di passione e di senso, uno sbocco dovuto all’inerzia e alle pressioni ambientali. E ti metti pure a strepitare contro i “conservatori” come una Gelmini qualunque. Non lo capisci che ti stanno segando il futuro sotto i piedi? Adattarti all’incultura dominante, scimmiottare l’efficientismo aziendalista che relega l’arte a promozione pubblicitaria, il patrimonio artistico a patrimonio e basta, il pensiero a funzione meccanica non ti servirà a riservarti un posto a tavola, non ti basterà a salvarti. Spendila la cultura che hai (se ce l’hai) invece di impacchettarla e metterla da parte, spendila all’estero se serve, “scappa”. La vigliaccheria è nella vendita, nella resa, nella corruzione, non nell’orgogliosa sopravvivenza lontano da un paese bombardato. Anzi nemmeno più un paese ormai, soltanto un cumulo di macerie. Ecco a cosa è servito lisciare il pelo al popolino: a dargli un baratro in cui specchiarsi. Maggioritario e condiviso. Miserabile cifra della modernità, questa democrazia televisiva…

  • Leda G.

    29 dic 2010 - 20:42 - #33
    -1 punto
    Up Down

    Poichè la legge italiana (e USA) parla chiaro quando dice che ogni rapporto sessuale con un minore al di sotto dei quattordici anni è proibito e da considerarsi SEMPRE non consenziente, invito gli amministratori di questo blog a cancellare la “conversazione” avvenuta quì sopra. Io (e forse anche altri) ne sono francamente rimasta turbata. Leggere di qualcuno che difende un rapporto sessuale con una persona giovanissima con la scusa che le ragazzine di oggi sono “zoccolette” e quindi un adulto di quarant’anni può sorvolare sull’età perchè quelle “lo fanno con tutti” e lui è un grande artista, mi ha schifata. In questo mondo, dove dobbiamo difendere i nostri bambini anche dai parenti (vedi Sarah Scazzi) e dove le tredicenni scompaiono nel nulla (vedi la povera Yara che ha solo 13 anni, l’età della vittima di Polanski), certe prese di posizione sono francamente inquietanti e intollerabili. Per favore, si elimini tutto. Accetto tutto, ma la difesa della pedofilia no (perchè è giusto chiamare le cose con i loro nomi e uno schifoso che va con una tredicenne perchè lei gli fa un sorrisino ed è lusingata da un po’ di attenzione, è e rimane UN PEDOFILO).

  • Gioventù bruciante con la C maiuscola

    29 dic 2010 - 21:37 - #34
    0 punti
    Up Down

    Ah ah ah, ci mancava la professione di fede appleiana, e devo dire che non mi stupisce. L’azienda di Steve Jobs è perfetta per rappresentare il modus vivendi di una come te. Tecnologia a compartimenti stagni, tribalismo, culto del feticcio e dell’immagine, ossessione dello status. Ti ci vedo nei forum a dare di gomito con gli altri iniziati ridicolizzando i prototipi della concorrenza. Ma non sei neanche una geek, cara, quelle in quanto tessitrici informatiche sono libertarie per definizione, preferiscono i meandri della Rete ai piani alti sfolgoranti, e la grande G al logo della mela (marcia) di Cupertino.

    Non ti ci vuole proprio nulla per aizzarti. Mi meraviglio di come tu ci casca ogni volta. Continua pure con le illazioni, è un giochino noioso di bla bla bla ed offese messe a caso in mancanza di (yawn!) argomenti. E’ la terza volta che dico che non hai argomenti, e continui a confermarlo.
    Cmq la tua analisi fa acqua da tutte le parti, per cortesia fai il cinefilo e lascia le analisi del brand a chi la sa fare! Della descrizione che ne fai (sommaria al solito) possono rientrare benissimo TUTTE LE CASE DI MODA e soprattutto Cavalli e Versace, oltre che le Converse per il mercato casual-sportivo e potenzialmente Nike, Adidas etc etc. Anche la società informatica DELL rientra nella tua descrizione e la Nokia della seconda metà degli anni ’90. Lupoalberto fai miglior figura se taci, non devi dimostrarmi che sei un intellettuale. Non hai alcuna speranza nel diventarlo.

    Sei solo hardware e design, versione aggiornata di chiacchiere e distintivo, altro che innovazione, sincronismo, aderenza. Del resto ti definisci “figlia del tuo tempo” e poi tratti le tredicenni come bambine. Esci di casa, ferma una tredicenne a caso per strada e prova a trattarla da bambina, incapace di intendere e di volere, di capire cos’è il sesso, cos’è giusto e cosa è sbagliato. Ti prenderai in risposta un sonoro vaffancùlo, e pagherei per essere lì a vedere la faccia che faresti. Ti trinceri dietro “la legge” come le donnette di chiesa si fanno scudo dei rosari. E’ così e basta, lo dice “la legge”. Come se la maturità di una persona fosse certificata dall’anagrafe. Polanski avrebbe dovuto restare per farsi crocifiggere dal puritanesimo bastàrdo americano, per permettere a un giudice incancrenito e bolso di farsi pubblicità? Quella sarebbe stata “giustizia”? E perché, solo perché avrebbe avuto la patente di ufficialità? Sono convinto che una come te si batterebbe con altrettanta coerenza contro la concessione dello status di rifugiati politici a tutti i fuggiaschi dai vari regimi sanguinari che li incriminano. Siano coraggiosi, accettino il responso della “legge”, si facciano fucilare invece di sopravvivere scappando come conigli. La bella morte, retorica fascista da vecchi ruderi innamorati dell’eco delle proprie strònzate eruttate con protervia per il mondo. Condita con un po’ di sano culto cattolico del sacrificio, non è vero? Bisogna affrontare il plotone di esecuzione, petto in fuori, tipico di chi incerto delle proprie posizioni smania per dimostrare qualcosa. Ma Polanski, come ogni uomo di ingegno, non ha nulla da dimostrare. E nemmeno io, tantomeno di essere un “intellettuale”. Ma capisco che la semplice definizione di “colto” tra gli asini e i somari col cappello possa risultare pretenziosa, addirittura “snob”. Tranquilla, in questo sterminato cortile di Villa Certosa che è l’Italia siamo una specie in via di estinzione. Ancora poco e ogni avanguardia sarà costretta all’esilio, peggio della carboneria. Con noi Polanski, con voi Pupi Avati, Zeffirelli e altri figuranti senza mordente ma di specchiata moralità. Magari Moccia, per essere “figli del vostro tempo”. Ma come la mettiamo poi con le quattordicenni che la danno via a uomini adulti senza farsi troppi problemi e senza essere “stuprate”? Ahi…. Mi sa che devi imparare a stare sul pezzo. Il mondo rischia di essere diverso da come lo immagini da dietro una finestra. Di Maria Goretti ce n’è stata una, e non è quella che ha conosciuto Roman Polanski.

    Bla bla bla bla bla e ancora bla. Guarda manca solo il tormentone sgarbiano capre! capre! capre! capre! capre! e l’imitazione è perfetta. Senza di quello le tue sono solo ciarlerie da bisbetico arteriosclerotico che invece di parlare per sé addirittura osa parlare per gli altri. Quante volte ho detto che non hai argomenti? E’ la 4^ volta che lo dico. Stai parlando del merito della questione? No, ti sei solo lanciato in una paternale ridicola parlando per sentito dire, per pregiudizio (e l’italia, e l’oltretevere e questa società di ggiovani tredicenni senza very valory, e le donnette col rosario e bla bla bla), tutte immagini stravecchie, arcivecchie, unte e bisunte di cui si fanno scudo quegli interlocutori che non hanno assolutamente nulla da dire. Tu non puoi dimostrare di essere un intellettuale perché non lo sei. Anche se tu lo fossi non si capisce perché un intellettuale della tua levatura (!) perda il suo tempo su gossipblog (!). Ma sei ridicolo! Sei di una inconsistenza sconcertante e da persona “colta” qual tu sei, sei capace solo di alimentare polemiche sterili (che c’entra Maria Goretti ora? Una botta alla Retorica aristotelica no eh per capire quando è ora di smettere di sparare cazzate?). Insomma rappresenti proprio quel tipo di cultura che ti ostini a combattere (ridicolo all’ennesima potenza!). Massì, esilia, non vedo l’ora che tu te ne vada assieme ai compagni di viaggio che più ti aggradano, sempre col ditino puntato a giudicare la vita d’altri, a dire cosa dovrebbero guardare, cosa dovrebbero ascoltare, cosa dovrebbero comprare. Bisbetici. W la conoscenza senza filtri, quelli che vuoi applicare tu all’umanità, perché caro mio senza la tua odiata massa (che già non esiste) tu non avresti la possibilità di definirti Cristo sceso in terra. Ma visto come argomenti l’unica personaggio che ti somiglia è Vittorio Sgarbi, non ti avvicini né a Steve Jobs né tantomeno a Zuckermann. Non posso prenderti sul serio, sei totalmente improbabile! Ti assecondo invece, perché sei senza speranza.

    Noto adesso che hai anche fatto un giro su wikipedia per rispondere su Andy Warhol, lieto di essere servito a rinfrescarti qualche nozione di base.

    Ah ah! Questa è bellissima. Casomai una botta su wikipedia l’hai data te perché avevi bisogno di una rinfrescata, scusami, ho messo troppi riferimenti tutti insieme. Mi dispiace. Guarda, non so se i tuoi esami li hai preparati su Wikipedia (probabilmente) ma se vuoi approfondire meglio la storia dell’arte ti consiglio di leggere qualsiasi rutto partorito da Giulio Carlo Argan. Dimentico che sei un cinefilo e che quindi ignori le altre discipline; lo sapevi che il papà di Carlo Verdone è uno storico dell’arte? Vedi pure su Wikipedia.

    Forse ti serviranno per i tuoi esami fuori corso. Buona laurea breve, ti servirà per fare la commessa nelle boutique.

    Ah, ho capito, vuoi spillare informazioni su di me con queste stupide illazioni. Eh, eh, espedienti da pessimo investigatore. Buon pre-pensionamento allora!

    E’ paradossale come a difendere “il titolo di merito” siano quelli che poi non sanno cosa farci. Un povero automatismo privo di passione e di senso, uno sbocco dovuto all’inerzia e alle pressioni ambientali. E ti metti pure a strepitare contro i “conservatori” come una Gelmini qualunque. Non lo capisci che ti stanno segando il futuro sotto i piedi? Adattarti all’incultura dominante, scimmiottare l’efficientismo aziendalista che relega l’arte a promozione pubblicitaria, il patrimonio artistico a patrimonio e basta, il pensiero a funzione meccanica non ti servirà a riservarti un posto a tavola, non ti basterà a salvarti. Spendila la cultura che hai (se ce l’hai) invece di impacchettarla e metterla da parte, spendila all’estero se serve, “scappa”. La vigliaccheria è nella vendita, nella resa, nella corruzione, non nell’orgogliosa sopravvivenza lontano da un paese bombardato. Anzi nemmeno più un paese ormai, soltanto un cumulo di macerie. Ecco a cosa è servito lisciare il pelo al popolino: a dargli un baratro in cui specchiarsi. Maggioritario e condiviso. Miserabile cifra della modernità, questa democrazia televisiva…

    E vai con la paternale versione 2.0! Ma sei solo capace di inveire, sbraitare, di fare bla bla bla? Le cose sono 2: o sei un bimbominkia vecchio dentro, o sei un fallito di prima categoria a cui è rimasta la sola arma del lamento o sei un adulto da cui l’umanità sta lontano perché porti sfiga. Santo Iddio, leggere le tue invettive è sfiancante, poi dici sempre le stesse cose, al massimo puoi divagare ma il succo che propini è il medesimo. E con questo modo di fare che cosa sei riuscito a fare tra ieri ed oggi? Guadagnarti il mio disprezzo, se la cosa ti interessa. Non sarai certo tu a salvare una nazione in rovina e nemmeno mi pare che tu voglia salvarla. Ci sguazzi nel dramma, ti piace, lo ami alla follia. E piace anche a me : ), perché partorisce esseri bislacchi come te. Ripensandoci mi stai quasi simpatico col tuo catastrofismo messianico. Dove ci si abbona alla newsletter? Anzi non c’è una app per Iphone? Siiiii, mea culpa, sono stata schiavizzata da Mr. Jobs e guido anche una Volkswagen! Indosso scarpe Mark Ecko e pantaloni H&M! Compro e-book scontati e l’universale economia Feltrinelli! In più sono vittima del sopracciglio spinzettato e dell’ascella depilata! Ascolto indie-rock americano ed elettro-pop europeo, e i Radiohead. Guardo i film in base al regista. Che ne sarà della mia vile e triste anima!!! Al rogo, al rogo! Luposelvà, ma va là va là! Fai buone feste, anzi, come la diresti tu la società occidentale ha barattato la propria spiritualità in favore di un consumismo sfrenato, che ricerca l’inutile, il vacuo, la wii al posto del bambinello, mentre le madri in cucina preparano la cena riscaldando cibi precotti e i padri si giocano a poker la propria dignità. Ma dove andremo mai a finire? Nel dubbio mangio pistacchi. No davvero Luposelvà sta cosa della newsletter con le tue battute apocalittiche la devi fare, non sono brava ad imitarti, sono troppo morbida, tu ci va giù duro senza mezzi termini. Mi levo le scarpe col tacco alto (sai, in boutique sono d’obbligo) e mi prenoto due pop corn. Buon anno, alpitur.

  • Gioventù bruciante con la C maiuscola

    29 dic 2010 - 23:18 - #35
    0 punti
    Up Down

    prima di leggere questo post vedi sopra

    Caro Luporosso, mi spiace davvero d’aver perso con te. Ho visto che da grande intellettuale qual sei (non riesco a trattenere il ghigno che mi viene fuori) sprechi la tua esistenza non solo su gossipblog ma anche su cineblog e soundsblog divertendoti a sparare cavolate da mane a sera (Inception miglior film? Alla faccia dell’arte…un misero action movie con pretese intellettualistiche, mi sa che lo frequenti spesso il Warner Village / Ti piacciono i Verdena? Oh gesù mio, altro gruppo che varrebbe qualcosa se facesse musica strumentale ma Alberto si ostina a scrivere testi senza senso con le solite pretese intellettualistiche), il che mi fa pensare che la tua età vada tra i 23 e i 28 anni. Da grande intellettuale qual sei hai accumulato migliaia di commenti, indice che ti piace spesso sguazzare tra la “massa”, ma magari cerchi solo qualcuno che ti si fili e ti dia una pacca sulla spalla. Leggi paroloni di cui magari ignori il significato e li vomiti qui, imparati a memoria, in attesa che qualcuno faccia caso a ciò che scrivi. Che pena che mi fa la tua situazione, mi dispiace, non sapevo. Giuro. Magari qualcuno il prossimo natale ti regalerà il nuovo disco di Lady Gaga che attendi così con ansia. La cecità con cui tu difendi i tuoi miti è così appassionata ed astiosa che mi fa pensare che purtroppo sono le uniche persone che ti circondano. Buona solitudine mio triste luporosso, e buon gozziviglio su questo nanopublisher che ospita le tue tristezze.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    30 dic 2010 - 18:41 - #36
    0 punti
    Up Down

    La tristezza, già. Il grande rimosso, il tabù di tutte le vestali dell’ottimismo da discount come te. Attive, propositive, indaffarate, concrete e previdenti nel mettere in fila l’anonimo domino di un’esistenza conforme alla vulgata. Sei andata a spulciare tra tutti i miei commenti, pulsione a metà tra il morboso e il professorale, io rabbrividisco al solo pensiero di avere a che fare con uno dei tuoi sicuri “profili” che ti fanno da paravento magari in quel cimitero dei chihuahua che è facebook oppure altrove. Il solo immaginare la tessitura quotidiana delle tue amicizie, dei tuoi giri, del tuo cialtronesco relazionarti ad altri bidimensionali figurini mi mette addosso a ondate alterne sconforto e irritazione. Avete liofilizzato i cervelli di intere generazioni con i vostri peana al pensiero positivo, all’inserimento sociale nel circuito della grande corruzione, del grande gioco, alla rinuncia all’ideologia per sostituirla con il vostro fottùto consumismo da androidi. Non hai apprezzato, ossia capito, INCEPTION? Non mi sorprende. Nel “sogno” ci sei dentro fino al midollo, nel giardino incantato in cui De Andrè confina gli scemi, quelli da dio costretti a sognare per ignorare che al mondo c’è il bene e c’è il male. Sei un ologramma, cara maestrina dalla penna rossa, fasulla come gli occhiali della Gelmini, ti vedo attraverso, oltre la consistrenza vischiosa e appiccicaticcia della tua essenza televisiva. Sei frutto di una produzione seriale, di quei prototipi raffinati partoriti dai centri del sapere che inducono ad essere pienamente soddisfatti del proprio stato, della propria naturale, giogiosa propensione all’obbedienza. La tristezza ti spaventa, certo, perché la tristezza è pensiero, sospensione, dubbio, disagio. La bella società mette alla porta i problematici e accoglie gli allegri, quelli che sanno lavorare sodo per il paese e ringraziare i padroni col sorriso. Clienti, anche di sé stessi, con l’unico potere rimasto nella scelta di quale modello copiare dalle riviste. Recepisci gli input, da diligente funzionaria del sistema, impara e metti in pratica, non farti troppe domande, non cullarti nella malinconia nemmeno la sera, per quell’attimo in cui ti sovviene chi eri, e cosa dalla vita volevi davvero. Va’ pure per la tua strada, zombie in passerella col make-up, ce ne sono schiere sterminate a sciogliersi sotto i riflettori. Guardati dietro le spalle il numero con cui ti hanno marchiata. Scommetto che è il 47: morta che parla.

  • C maiuscola

    30 dic 2010 - 20:33 - #37
    0 punti
    Up Down

    Bla bla bla e ancora bla, non ho sprecato tempo nel leggerti tanto è prevedibile la tua retorica, basata sulla reiterazione di vacui anatemi conditi da cincaglierie linguistiche. Torna ai tuoi commenti da utente prolifico di questa piattaforma, mio caro intellettualoide del web, torna alle tue pagine di wikipedia e ai libri di filosofia di epoca decadente da cui trai ispirazione. Qui di morboso c’è solo la tua presunzione di sapere come debba andare il mondo, non muovendo peró un dito per cambiarlo perchè ti piace così com’è, non immaginando che l’umanità fa volentieri a meno di persone come te, dedite al pensiero sterile. Crogiolati nei tuoi dogmi, dopo una breve lettura dei tuoi commenti pregressi mi sono resa conto di aver sprecato tempo con una macchietta. Non replicheró ad altre tue provocazioni non essendo capace di andare fuori copione ed improvvisare. Buona solitudine

  • C maiuscola

    30 dic 2010 - 20:55 - #38
    0 punti
    Up Down

    Non mi meraviglio che ti sia piaciuto Inception, è evidente che ti fai bastare i blockbuster hollywoodiani per crogiolarti nel tuo sapere, basta un ribaltamento e una corsa a tutta velocità a farti venire i brividi. Di Inception non c’è nulla da capire, se hai già visto Matrix, Brazil, Existenz, The Cell, Gothika, Eternal Sunshine e si è consci della poetica di Nolan, rimasta invariata dalla sua prima pellicola, Inception non puó essere che una delusione poiché non fa altro che rimestare i temi delle pellicole citate sopra ma con velleità psicoanalitiche. La struttura a livelli del sogno è presa identica da Existenz, compresa la modalità di connessione, mentre lo stato di limbo è una rivisitazione morbida e molto meno punk di ció che accadeva in Matrix, dove la morte nella realtà virtuale corrispondeva alla morte nella vita reale. Non c’è nulla di trascendentale in Inception per chi non è a digiuno di pellicole dagli anni ‘80 ad oggi. Sei una delusione anche come appassionato di cinema che su da convincere da una trama trita, una poetica arcinota ed effetti speciali che osano il minimo (a meno che tu nel 2010 non abbia scoperto il ribaltamento). Ma dimenticavo a voi maschietti basta vedere auto che sfrecciano e sbavate come lumache. Comincio a pensare che tu sia davvero un bimbominkia, se davvero è necessario capire un film telefonato come Inception guarda…sei sconcertante. Non riesci ad assomigliare all’immagine mentale che hai di te, sei lontano anni luce e abbastanza ridicolo oltre che curioso.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    30 dic 2010 - 22:51 - #39
    0 punti
    Up Down

    Non riesci proprio a staccarti da questa discussione, eh? Oppure sei come quelle principessine viziate che hanno imparato da piccole a pretendere sempre l’ultima parola. Di INCEPTION ho discusso fino alla nausea, dentro e fuori la rete, dentro e fuori da questa “piattaforma”, e non ricomincerò certo adesso a combattere i mulini a vento con te. Ti dico solo che i semplici riferimenti che hai citato (passi per Cronenberg, Gilliam e Gondry, ma sei riuscita addirittura a rivangare THE CELL, non ci posso credere!) fanno intendere che del film di Nolan, cara mia, non hai capito un’acca. Mi avessi citato MULHOLLAND DRIVE forse… INCEPTION è un film non sui sogni (messi programmaticamente in scena nella maniera meno onirica possibile) è un film analitico (non PSICO analitico, quello è solo canovaccio superficiale, funzione narrativa) sul significato e il senso del “fare cinema”, un’illustrazione di rigore impressionante e freddezza cerebrale della “macchina cinema” e del suo meccanismo, un disvelamento dei trucchi che si nascondono dietro “il prestigio”. Non MEMENTO infatti (facile assonanza a cui una sprovveduta come te ha subito abboccato) ma THE PRESTIGE è nella filmografia di Nolan il gemello barocco ma altrettanto gelido di INCEPTION. Non c’è entra niente MATRIX, che è sci-fi efficace ma di suggestioni new-age molto più facili, che utilizza codici di genere al tempo stesso rifondandoli ma senza mai penetrare dimensioni più profonde e metatestuali come fa INCEPTION. Gli effetti speciali, le scene di azione, i colpi di scena “telefonati” che agiti come prova della mediocrità del capolavoro ( C A P O L A V O R O ) di Nolan ne costituiscono soltanto la veste convenzionale di fruizione di massa, la cornice, il fatto che tu non sia andata oltre questi tratteggi la dice lunga sul tuo acume da spettatrice: smussato come un sasso levigato dalle onde, onde televisive direi, che ti illudi di cavalcare e invece ti sommergono ogni sera quando accendi la tv e apri il vasetto dello yogurt. INCEPTION parla del come e perché costruire una storia, è un film scritto più che girato, è pensato così, e il semplice fatto che Nolan sia riuscito a imporre una torsione così personale a un blockbuster depone solo a favore della sua grandezza, della sua intelligenza sociale. Questo dovrebbe fare l’Arte: scardinare i cervelli con il massimo dispiegamento di forze, dall’interno se necessario, pervertendo gli strumenti e gli snodi del sistema, da insider, da trotskisti. Ma cosa vuoi saperne tu, convinta che la modernità la simboleggino i maglioncini a collo alto di Marchionne?

  • C maiscula

    01 gen 2011 - 00:01 - #40
    0 punti
    Up Down

    Non ho davvero voglia di parlarne con te di Inception, ne ho parlato troppo anche io, quello che ho da dire in proposito è scritto qui:

    http://www.listal.com/viewentry/699430

    Buona cultura.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    03 gen 2011 - 02:21 - #41
    0 punti
    Up Down

    Il pezzo su INCEPTION è proprio sciatto, si capisce che il genere non è nelle tue corde. Ma ho dato un’occhiata al tuo canale, sei un personaggio egocentrico ma interessante. Chissà, forse nei meandri della rete torneremo ad incrociarci….