Logo Blogo

Elezioni inglesi 2010: ecco come hanno votato le celebrità!

Pubblicato: 07 mag 2010 da il_Superficiale

Commenti dei lettori


I tre uomini nella foto rappresentano i partiti più importanti d’Inghilterra. Da sinistra: Gordon Brown per il Partito Laburista, David Cameron per il Partito Conservatore (o Tories) e Nick Clegg dei Liberaldemocratici. Ieri gli inglesi si sono recati alle urne per rinnovare il Parlamento e si profila una vittoria (non assoluta) del partito dei Tories. Ma quello che ci interessa veramente, aldilà dell’esito politico, è come scoprire come hanno votato le celebrità inglesi più famose al mondo. Ecco un breve riassunto:

Laburisti (centro-sinistra) - Lily Allen, Paul Weller, Brian May dei Queen, Dave Rowntree dei Blur (è tra l’altro candidato alle elezioni), Mick Hucknall dei Simply Red, Cheryl Cole.

Conservatori (centro-destra) - Gary Barlow dei Take That, Craig David, Phil Collins, Alex James dei Blur, Tony Hadley degli Spandau Ballet.

Liberaldemocratici - Chris Martin dei Coldplay, Neil Tennant dei Pet Shop Boys, Brian Eno.

Noel Gallagher ha invece fatto sapere che voterà per Carlos Tevez, attaccante del Manchester City, la squadra del cuore dell’ex chitarrista degli Oasis.

Prenderò la scheda elettorale e scriverò in maiuscolo: “Tevez è Dio”.

Via | NME

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (5 Voti | Media: 4.2 su 5)
condividi condividi
3 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di marco_x2001

    marco_x2001

    07 mag 2010 - 08:42 - #1
    0 punti
    Up Down

    NOEL N°1!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • hooligan on E

    07 mag 2010 - 21:51 - #2
    0 punti
    Up Down

    noel si lascia indietro paul weller e un paio di blur…che battesse anche chris martin era scontato

  • Giulio Mancabelli

    07 mag 2010 - 23:27 - #3
    0 punti
    Up Down

    L’esito elettorale del 6 maggio c.a. in Gran Bretagna dando un “hung Parlament” ineludibilmente dimostra l’assoluta impossibilità di formare una maggioranza coesa dato che il minimo di maggioranza richiesto resta a 326 rappresentanti cifra che nessun partito è riuscito a raggiungere In presenza di questi risultati tutti i principali Leader concordano sulla necessità di dover cambiare il sistema da maggioritario a collegio unico guarda caso a quello Proporzionale per conciliare le esigenze di Clegg (che si ritrova a poter giocare da ago della bilancia della situazione) e dar forma ad una coalizione governativa maggioritaria.
    Tutti i leader politici Cameron dei Tory quanto Brown dei Labor fanno a gare a rendersi disponibili di riformare la legge elettorale in senso Proporzionale il modello elettorale a cui il Parlamento britannico fa riferimenti giacché l’uninominale riprende anche in Gran Bretagna ritorna a far cilecca e non funziona giacché prima o dopo anche i modelli elettorali maggioritari per entropia vanno in crisi cosicché si conferma quindi la situazione di stallo, di hung Parliament, come accadde nel 1974 quando, dopo 13 mesi di governo di minoranza del laburista Harold Wilson, si tornò a votare. Ulteriore dimostrazione dell’assurdità di considerare questo modello elettorale efficace e da imitare per risolvere voler e poter risolvere le nostre peculiari italiche esigenze quanto taluni nostrani “sprovveduti” Parlamentari pretenderebbero poter importare per continuare il solito inconcludente italico gioco dell’oca del mantenere transitivo il sistema elettorale per conservare intransitiva la solita casta e così facilitarle sempre più l’espansione nello spazio tempo nella sua comoda autoreferenzialità!
    Pertanto questi risultati e le relative soluzioni che anche i politici Inglesi si ritrovano a dover affrontare di cambiare il sistema Maggioritario a quello Proporzionale dovrebbero permetterci di considerare che i nostri tempi esigono inedite soluzioni quanto il SEMIALTERNO propugna strutturandosi come di seguito:
    1) Il sistema SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
    7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo dove determinandone il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che gli permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza, quale elemento “sine qua non”, indispensabile per poter ingenerare ed implementare virtuosa qualità-democraticità. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo che maggiormente tendono sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità nelle quali si struttura nei passaggi al proporzionale: a prescindere!
    Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Così altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc.
    Giacché democrazia e mercato imprescindibilmente sono facce della medesima medaglia che reclamano su entrambi i piani (facciate), regole chiare e trasparenti “ad incrementale reciproca modernizzazione” affinché nella loro applicazione diano per “,check & balance & feed back” efficaci monitorati opportuni controlli. Pertanto, per “simmetrica isometria” occorre iniettare maggiore effettiva conoscenza e concorrenza all’interno dell’ambito elettoral-istituzionale iniziando dagli ingressi dai i meccanismi delle leggi elettorali: per così metterli a punto affinché si possa così al meglio incarreggiare l’intero Sistema Paese e si possa mantenere costante e pervasiva la concorrenza in ogni dove ed ambito per riverberarne virtuosi efficaci effetti in modo pervasivo per tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity! Pertanto, conoscenza e concorrenza sono gli quale elementi “sine qua non” necessari a mantenere quel continuativo “check and balance criterio” indispensabile a rendere virtuoso il nostro BelPaese giacché solo così ci si potrà presentare strutturalmente competitivi nella compagine mondiale e risultare efficienti ed efficaci! Quindi, urge strutturalmente rinnovarci quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propugna per poterci incarreggiarci su quella virtuosa dinamica della massima integra compiutezza del -”both and or”- tale da mantenere costante, compiuto e permanente l’effetto concorrenziale. Questo è il passo indispensabile da intraprendere per poter coniugare in modo fisiologico quell’ancestrale ciclo induttivo: centripetocentrifugo che la stessa democrazia presenta tuttora non svolto.