Eva Grimaldi: "Dopo il divorzio bevevo, Gabriel Garko mi ha aiutata"

L'attrice 51enne svela nuovi dettagli in merito alle difficoltà vissute dopo la separazione dal marito.


Eva Grimaldi è tornata a raccontare (lo aveva già fatto nel 2011), stavolta con maggiori dettagli, quanto avvenuto dopo la fine del suo matrimonio con Fabrizio Ambroso, che l'ha lasciata nel marzo 2010. L'attrice 51enne ha rivelato di essere entrata nel tunnel dell'alcol dopo aver ricevuto la lettera di separazione del marito:

Bevevo troppo. Prima, qualche bicchiere; poi, la sera a cena, senza accorgermene mi consolavo con una bottiglia intera di vino. Cercavo di stordirmi, di non pensare. E, piano piano, ho iniziato ad aggiungere superalcolici, whisky soprattutto. Mi ricordo che, una sera in un locale, le mie amiche, per tirarmi su, mi spinsero a "provarci" con un bel ragazzo: sa, il famoso chiodo scaccia chiodo. Ma io non me la sentivo, e allora ho bevuto ancora di più, per darmi coraggio, e alla fine ... Dopo due sorrisi e qualche battuta, ho iniziato a piangere sulla spalla di quel povero ragazzo, che si aspettava altro da me ...

L'attrice ha quindi spiegato di essere stata salvata dai "tanti amici che mi hanno aiutato"; tra di essi c'è anche Gabriel Garko "con il quale sono rimasta in ottimi rapporti dopo la fine del nostro amore":

Sapesse le volte che ho pianto sulla sua spalla ... Quante volte Gabriel mi ha rincuorato spronandomi a reagire; a smettere con le mie debolezze. Ho dovuto trovare la forza dentro di me per non bere più in maniera smodata.

Decisivo è stato anche il supporto della madre dell'attrice, che le è ha aperto gli occhi:

E poi mi ha salvato mia madre, che un giorno, vedendomi piangere a dirotto, mi ha mostrato la foto di un bambino africano urlandomi: "Che ti piangi? Smettila, non ne hai motivo! Lui non ha da mangiare, lui è quello che soffre e avrebbe tutte le ragioni per piangere". È stato un colpo per me, al punto che, nei gironi seguenti, mi è balenata in testa un'idea: fare qualcosa di concreto per quel bambino. Così mi sono spinta fino al punto di andare in Africa.

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